Centro Anziani Rosa Marchi

Centro Anziani Rosa Marchi
2013 donazione dell'Opera del 1979 al Centro Anziani Rosa Marchi del 1979/80, descrive il primo centro anziani autogestito nato in Italia. Oltre all'autore Carlo Soricelli sono presenti il Sindaco di Bologna Virgilio Merola, l'ex sindaco di Bologna e già senatore della Repubblica Walter Vitali, i responsabili del Centro, l'ultimo a destra Meris Melotti, mio compagno di lavoro

Io trentenne

Io trentenne
Era il 1979, avevo trent'anni quando feci questa grande opera per ricordare la nascita del Primo Centro Anziani autogestito nato in Italia: "Centro anziani autogestito Barca"

Carlo soricelli biografia

Sono il settimo di nove fratelli, nativo di San Giorgio del Sannio (BN) arrivato a Bologna nei primi anni cinquanta, cresciuto al Villaggio Ina Casa di Borgo Panigale. Con la passione per l'arte fin da bambino. Volevo essere testimone del mio tempo, che ho voluto storicizzare con le mie opere di pittura e scultura in oltre 50 anni di attività, fin dalla fine degli anni 60 ho cominciato a produrre opere d'arte. Quando il mio tempo sarà passato rimarranno le opere: storia piccola, quella che vive ogni giorno una persona normale, con i suoi problemi sociali, con le sue paure, col disagio psicologico, esistenziale ed economico: ne ho raccontate tante, diciamo tutte quelle che hanno interessato il "popolo": droga, terrorismo, manifestazioni operaie e studentesche, inquinamento, malattie mentali e fisiche, alienazione, l’arrivo delle tv commerciali con la loro carica distruttiva, la fatica di vivere, l’ansia esistenziale, l’emarginazione degli omosessuali, il consumismo con la sua carica distruttiva, che racconto nelle opere come la più devastante dittatura, ecc. la piccola storia di gente qualunque che non appare mai nei libri: questo ho cercato di denunciare in questi 50 anni. Mai opere banali per compiacere l’osservatore, poche le opere vendute, mai decorative quando avevo bisogno di raccogliere un pò di soldi, per non pesare sul bilancio famigliare facevo i ritratti agli animali. Carlo Soricelli Carlo Soricelli nasce nel 1949 in provincia di Benevento e all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia e una grande attrazione nei confronti della natura. Lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori e operai. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi e abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bel classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio. E’ del 1985 Il Consumista, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa e vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari sta divorando se stesso e che fu acquistata dal Museo Zavattini, è del 1990 la scultura “ Con il libro 1984 Orwell era in anticipo “Il Comunicatore”, ironica e brutale visione Orwelliana della nostra società. La pittura di Soricelli giunge immediata ed essenziale ed è stata spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. A partire dall'84 Soricelli inizia a esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia. Il Museo espone permanentemente alcune sue opere e gli conferisce l’importante titolo di Maestro d’Arte Naïve. Un’altra importante opera di grandi dimensioni dell’artista (m 2 x 1,80) è esposta al Museo dei Fratelli Cervi di Gattatico dal titolo “La fucilazione dei fratelli Cervi”. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo. L'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Soricelli ha esposto in numerose mostre in Italia, Germania, Svizzera, Belgio, Jugoslavia, Unione Sovietica, Grecia e Francia ed è presente in numerose collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali. Nel nostro paese sono da ricordare le esposizioni personali a Bologna presso Palazzo d’Accursio nel 1996 e Palazzo Re Enzo a Bologna nel 1985. Nel 95 fu scelto dal Museo Zavattini come rappresentante dell’arte naïve per una mostra personale con Cesare Zavattini alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia. Soricelli si è cimentato nella scrittura pubblicando cinque libri, “Marucheìn” con prefazione di Pupi Avati e Walter Vitali “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone, “Aster del terramare”, tenera storia d’amore adolescenziale ambientata in un villaggio preistorico, “Porta Collina l’ultima battaglia di sanniti” e “la classe operaia è andata all’inferno”. Da quasi venti anni Soricelli sta lavorando a quella che chiamò già allora “Pittura pranica terapeutica”, definizione tratta da “pranoterapia” allo scopo di produrre effetti benefici per mente e corpo dell’osservatore. Soricelli con questa particolare pittura ha cercato di visualizzare e traferire l’energia su queste particolari opere. Nel 1996 il Museo Nazionale d’Arte Naïve Cesare Zavattini ha acquistato per il museo la prima opera pranica terapeutica al mondo, un quadro in cui l’artista si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico e con quest’ opera è stata condotta già in quell’anno nel Museo Zavattini, e poi in seguito il primo esperimento al mondo di “guarigioni” collettiva attraverso la visione di un’opera d’arte. Questo pittura particolare interagisce con l’osservatore producendo anche effetti straordinari anche sul benessere psico-fisico dell’osservatore. Tali esperimenti sono poi proseguiti in diversi altri ambiti. Al supermercato della COOP Adriatica al Centro Borgo di Bologna dove l’allora direttrice allestì una stanza che riprendeva i colori “pranici” delle opere, e al Circolo ATC Giuseppe Dozza di Bologna. Nella sua casa Museo di Casa Trogoni di Granaglione (Bo) Soricelli ha allestito un’intera stanza con opere praniche, in modo che i visitatori, se lo desiderano possono sottoporsi a questi esperimenti di autoguarigione attraverso queste opere, anche in quest’ambito gli effetti sono stati straordinari per mente e corpo di molti visitatori. per contatti carlo.soricelli@gmail.com

La Terra sta morendo 1982, opera di 40 anni fa Greta Thuberg è nata 22 anni dopo

La Terra sta morendo 1982, opera di 40 anni fa Greta Thuberg è nata 22 anni dopo
La Terra sta morendo 1982, opera di 40 anni fa Greta Thuberg è nata 22 anni dopo

Simbiosi

Simbiosi
"Simbiosi" Il senza dimora e il cane si scaldano a vicenda

Il lupo

Il lupo

Carlo Soricelli

Carlo Soricelli
Carlo Soricelli con ulivo a San Giorgio del sannio (Bn) Italia

Solo con l'amico topo

Solo con l'amico topo
COMPAGNO TOPO

prigionieri

prigionieri
PRIGIONIERI NEI LAGER

solo con le sue paure

solo con le sue paure
solo con la mia paura di morire 1980

Operaio FIAT

Operaio FIAT
Io c'ero. Era il 1980, gli operai della FIAT occuparono gli stabilimenti perchè volevano fare licenziamenti collettivi. feci questo manifesto per sostenere la loro lotta e raccogliere fondi. Fu una sconfitta epocale e il regresso per il mondo del lavoro cominciò allora e continua anche adesso

Autoritratto giovanile di Carlo Soricelli

Autoritratto giovanile di Carlo Soricelli
Autoritratto giovanile di Carlo Soricelli

Che casino laggiù 1990

Che casino laggiù 1990
Che casino laggiù 1984

Grazie Presidente Ciampi, come i Partigiani ha difeso l'Unità del nostro Paese

Grazie Presidente Ciampi, come i Partigiani ha difeso l'Unità del nostro Paese
Grazie Presidente Ciampi, come i Partigiani ha difeso l'Unità del nostro Paese

venerdì 1 aprile 2022

" Il filosofo del Mercadante"e la cartaccia che salva il mondo dalla catastrofe atomica


 “Il Filosofo greco” -la cartaccia che salva il mondo dalla distruzione atomica-

Sembrava una semplice cartaccia schiacciata da decine di automobili che  c'erano passate sopra, ma un occhio attento come il mio, allenato a guardare oltre il reale ci aveva visto qualcos’altro: un volto, Un Cristo con lacrime di sangue o un filosofo dell’antica Grecia? E’ un filosofo mi hanno indicato gli amici. Si il suo profilo scolpito nella carta sembrava proprio questo. L’ho contemplato e incorniciato come meritava.  La notte passata l’ho sognato: mi diceva di costruire un ponte: un ponte lungo vent’anni. Cosa significava? Ci ho riflettuto a lungo, poi ho capito cosa mi diceva in sogno: si riferiva alla guerra in Ucraina e il tempo che ci voleva per costruire questo ponte, che riguardava la Crimea e il Dombass , terre di confine, dove si mescolavano culture diverse, ma dalla stessa matrice culturale: quella europea e slava.  Per costruire questo ponte ci sarebbe voluto tanto tempo, ma per distruggerci tutti basterebbe un attimo. Pazienza e tolleranza diceva il filosofo nel sogno. Noi europei abbiamo bisogno della Cultura ucraina e russa che sono parte di noi: del resto questi due grandi popoli hanno tentato quella che è stata la più grande utopia della storia: l’uguaglianza di tutti gli uomini; utopia fallita dopo 69 anni, ma non per essa, ma perché gli umani non erano ancora pronti sul piano evolutivo per attuarla; il dominio sul prossimo è ancora troppo presente negli umani. Ma questa esperienza durata diverse generazioni sarà preziosa nel futuro per non commettere gli stessi errori. Diamo a queste due terre di confine la cittadinanza europea, russa e ucraina, ci si accorgerà che, come è capitato per gli altri popoli europei, che poche cose ci dividono e tante ci uniscono. Ci sono voluti secoli di guerre in Europa per comprendere che siamo popoli simili che hanno la stessa identica cultura; che viene dalla civiltà greco- romana, adesso tutto corre più veloce con la tecnologia.   Del resto Mosca non è considerata da tanti dopo Roma e Bisanzio, la terza Roma? Dare la cittadinanza europea, far entrare nell’Europa Unita la Crimea e il Dombass senza che l’Europa stia alla finestra a guardare. Ci vorrà un ponte lungo vent’anni ma cominciamo a costruirlo, a partire dall’Europa e dall’Italia che possono proporre questo agli ucraini e ai russi. Caro Primo Ministro Draghi e Ministro Degli Affari Esteri Di Maio in sogno il “filosofo greco” mi ha anche chiesto di parlarne con voi. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro